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Università degli Studi di Teramo
All’Università degli Studi di Teramo l’uso dell’intelligenza artificiale nella tesi di laurea non è regolato dall’ateneo: decide il singolo docente; la dichiarazione dell’uso di strumenti di AI negli elaborati è rimessa al singolo docente. Verificato il 20 ottobre 2026.
Fonte ufficiale Verificato il 20 ottobre 2026 Verificabilità alta
Le risposte, una per una
L'ateneo offre formazione sull'intelligenza artificiale?
L'ateneo dice in che cosa consiste
«L’Ateneo si fa promotore di iniziative formative, come seminari e workshop, destinate alla propria comunità accademica, finalizzati ad ampliare la conoscenza dei sistemi di GenAI.»
Nota nostranomina seminari e workshop, a titolo di esempio
A chi si rivolge la formazione?
tutta la comunità accademica
«L’Ateneo si fa promotore di iniziative formative, come seminari e workshop, destinate alla propria comunità accademica, finalizzati ad ampliare la conoscenza dei sistemi di GenAI.»
L'AI può essere autore di una pubblicazione scientifica?
La responsabilità dei contenuti resta della persona
All’Università degli Studi di Teramo, il ricercatore è il responsabile finale dei risultati scientifici anche quando sono generati con l’intelligenza artificiale, e il documento raccomanda di dichiarare gli strumenti impiegati. Lo dicono le Linee di indirizzo di Ateneo per un impiego etico, consapevole e responsabile dell'Intelligenza Artificiale generativa nella didattica, nell'apprendimento e nella ricerca, del 25 marzo 2025. Dato verificato il 20 ottobre 2026.
«il ricercatore è il responsabile finale dei risultati scientifici, anche quelli generati mediante GenAI o ottenuti, anche parzialmente, attraverso strumenti basati in modo più generale sui sistemi di intelligenza artificiale»
«Per garantire la trasparenza, il ricercatore dovrebbe dichiarare nelle proprie ricerche, qualora le riviste non ne facciano specifico divieto di utilizzo con gli opportuni riferimenti, gli strumenti di intelligenza artificiale e le finalità con le quali sono stati utilizzati discutendone i limiti e le possibili distorsioni.»
Nota nostranon dice che l'IA non può essere autore: fa del ricercatore il responsabile finale, e raccomanda — non impone — la dichiarazione
Posso usare l'intelligenza artificiale per scrivere la tesi?
Decide il singolo docente
All’Università degli Studi di Teramo, non è fissata una regola di Ateneo sull'uso dell'intelligenza artificiale nella tesi: la decisione spetta al singolo docente. Lo dicono le Linee di indirizzo di Ateneo per un impiego etico, consapevole e responsabile dell'Intelligenza Artificiale generativa nella didattica, nell'apprendimento e nella ricerca, del 25 marzo 2025. Dato verificato il 20 ottobre 2026.
«Studentesse e studenti possono utilizzare la GenAI in ambito accademico previo consenso da parte dei docenti, secondo le modalità da loro indicate e nel rispetto dei principi sopra riportati.»
«Nei casi in cui il docente non comunichi esplicitamente il suo consenso all'uso della GenAI, questo significa che il loro impiego non è previsto e non è consentito da parte del docente.»
«L'Ateneo di Teramo, ritenendo che i valori dell'Accademia, i principi statutari, il codice etico e di comportamento, e il principio di reciproca fiducia rappresentino il cuore della propria comunità, con la ferma convinzione che ogni suo membro vi aderisca pienamente, ritiene di non proibire né limitare l'uso della GenAI nelle declinazioni sopra riportate»
Nota nostral'ateneo dichiara di non voler proibire né limitare, ma affida la decisione al singolo docente e stabilisce che il suo silenzio vale come divieto: per uno studente il risultato è che la risposta cambia da insegnamento a insegnamento
Posso usare l'intelligenza artificiale durante esami e verifiche?
Vietato se il docente non dice altro
All’Università degli Studi di Teramo, in assenza di indicazioni del docente l'uso dell'intelligenza artificiale nelle prove di valutazione non è consentito. Lo dicono le Linee di indirizzo di Ateneo per un impiego etico, consapevole e responsabile dell'Intelligenza Artificiale generativa nella didattica, nell'apprendimento e nella ricerca, del 25 marzo 2025. Dato verificato il 20 ottobre 2026.
«Nei casi in cui il docente non comunichi esplicitamente il suo consenso all'uso della GenAI, questo significa che il loro impiego non è previsto e non è consentito da parte del docente.»
Nota nostrail documento non tratta gli esami separatamente: pone una sola regola per l'intero «ambito accademico», e in assenza di indicazione del docente il default è il divieto
Devo dichiarare di aver usato l'intelligenza artificiale?
Decide il singolo docente
«Nell’impiego della GenAI per la produzione di elaborati il docente deve delineare in maniera chiara quali sono gli ambiti di utilizzo, con la possibilità di richiedere alle studentesse e agli studenti una descrizione dell’uso fatto della GenAI.»
Nota nostranon è un obbligo di dichiarazione: è una facoltà del docente
Posso inserire dati riservati negli strumenti di AI?
No: il documento lo vieta
All’Università degli Studi di Teramo, è vietato inserire dati riservati o non pubblicati in sistemi di intelligenza artificiale non autorizzati dall'Ateneo. Lo dicono le Linee di indirizzo di Ateneo per un impiego etico, consapevole e responsabile dell'Intelligenza Artificiale generativa nella didattica, nell'apprendimento e nella ricerca, del 25 marzo 2025. Dato verificato il 20 ottobre 2026.
«non devono mai essere forniti dati personali o riservati, caricati files e condivise credenziali»
«È sconsigliato fornire al sistema proposte progettuali, lavori in fase di pubblicazione, proposte originali non ancora divulgate o materiale didattico in quanto gli stessi potrebbero essere riutilizzati e diffusi in modalità non autorizzata.»
Su cosa il documento non dice nulla
Le regole di Università degli Studi di Teramo non contengono indicazioni su: quali strumenti di ai mette a disposizione l'ateneo; cosa rischio in caso di violazione; l'ateneo mette a disposizione un software per rilevare i testi scritti con l'ai. L'assenza è stata verificata il 20 ottobre 2026 sul testo integrale del documento ufficiale: non è una lacuna della nostra scheda, è ciò che il documento non affronta.
Cosa fare adesso
Se studi o lavori qui, questi sono i passi che discendono da quello che il documento dice.
- La decisione è del tuo relatore. L’ateneo non fissa una regola propria: chiedi a chi ti segue che cosa ammette, per iscritto, e conserva la risposta.
- La dichiarazione non è un obbligo secco. Dichiararla conviene comunque: è la differenza fra un uso trasparente e una contestazione. Un modello.