Salta al contenuto

Per chi insegna

Se insegni

Gli obblighi che le regole sull'intelligenza artificiale mettono su chi insegna: cosa devi scrivere nel syllabus, cosa succede se non dici niente, quando puoi…

Le regole sull'IA sono scritte quasi sempre pensando agli studenti. Ma quasi tutte, a un certo punto, chiedono qualcosa a chi insegna — e spesso è la parte che nessuno legge. Qui ci sono solo i passaggi che riguardano i docenti, presi dai documenti ufficiali degli atenei censiti.

Scriverlo nel syllabus

Devo dire nel programma del corso se l'IA è ammessa?

Alcuni atenei trasformano una scelta didattica in un adempimento: quello che decidi sull'IA va messo per iscritto nel syllabus, prima che il corso cominci — UNINT chiede ai docenti «informazioni chiare ed esplicite nei programmi», per quali attività e con quali obiettivi. Non è una raccomandazione generica — è la condizione perché la tua decisione valga.

Se non dici niente, l'IA è vietata

Cosa succede se non do indicazioni?

È la regola più insidiosa che abbiamo censito, perché agisce quando il docente non fa nulla. Quattro atenei — Firenze, IUSS Pavia, Teramo e UNINT — hanno scritto, con parole diverse, la stessa cosa: il silenzio di chi insegna vale come divieto. Uno studente che usa l'IA in un corso dove nessuno ha detto niente sta violando una regola di ateneo.

Autorizzare caso per caso

Posso permettere l'IA nel mio esame?

Il modello più diffuso. Il divieto è dell'ateneo, la deroga è tua: sei tu a poter autorizzare, e in genere devi farlo in modo esplicito e preventivo. Ne discende che la responsabilità della decisione — e di averla comunicata — resta a chi insegna.

Se il tuo ateneo non compare, quasi sempre è perché il suo documento non dice niente ai docenti, non perché non lo abbiamo letto: l'elenco completo dice di ciascuno cosa abbiamo trovato e quando.

Regole ufficiali sull'intelligenza artificiale, ateneo per ateneo, con la fonte sempre accanto.