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Cosa devi sapere prima di usare l'intelligenza artificiale in una tesi o in un esame: l'obbligo di dichiararlo, cosa rischi, e un modello di dichiarazione…
Le regole sull'intelligenza artificiale all'università cambiano da un ateneo all'altro, e nessuno te le comunica quando ti iscrivi. Qui c'è cosa dicono, in numeri, e cosa fare in concreto. Cerca il tuo ateneo
Tre domande in fila
Le tre cose che ti riguardano davvero stanno insieme: se puoi usarla, se devi dichiararlo, che cosa rischi. Il grafico segue ogni ateneo attraverso le tre risposte.
Scarica: SVG · PNG · CSV dei dati · dati al 5 novembre 2026, CC BY 4.0
Devo dichiarare che ho usato l'intelligenza artificiale?
Dipende dall'ateneo, e la differenza è netta. Dove l'obbligo c'è, non dichiarare può avere conseguenze disciplinari anche quando l'uso sarebbe stato consentito: la violazione non è l'uso, è il silenzio.
- 28Sì
- 5Solo se sostanziale
- 3Raccomandata
- 2Decide il docente
- 11Non specificato
Posso usarla per scrivere la tesi?
Non esiste una risposta italiana. Esistono cinque risposte diverse, più il silenzio, e cambiano da un ateneo all'altro senza che nessuno te lo comunichi quando ti iscrivi.
- 16Con condizioni
- 8Solo se autorizzato
- 7Decide il docente
- 1Vietato se il docente tace
- 1No
- 16Non specificato
E durante gli esami?
Qui il silenzio del docente è il caso più insidioso: quattro atenei stabiliscono per iscritto che se il docente non dice niente, l'uso non è consentito.
- 7Solo se autorizzato
- 4No
- 4Vietato se il docente tace
- 3Decide il docente
- 31Non specificato
Cosa rischio?
La maggior parte dei documenti non lo scrive. Dove è scritto, le sanzioni arrivano all'annullamento dell'elaborato e alla sospensione dagli esami.
- 21Sì
- 28Non specificato
Nota metodologica sull'uso dell'intelligenza artificiale
Alcuni atenei pubblicano un modulo proprio — Ca' Foscari, Sapienza, Stranieri di Siena, e l'Europea di Roma per Psicologia — e dove il tuo ateneo ne ha uno vale quello. Diversi altri dicono per iscritto cosa una dichiarazione deve contenere, e le loro richieste si sommano senza contraddirsi. Quello che segue mette insieme i loro elementi: non è un modulo ufficiale di nessuno, ed è da adattare a quello che chiede il tuo ateneo o il tuo relatore.
- Lo strumento e la versione
Dire «ho usato l'intelligenza artificiale» non basta: gli atenei che specificano chiedono il nome del sistema e, dove si conosce, la versione.
lo studente deve inserire una Nota Metodologica (in appendice o a piè di pagina) specificando tre elementi: lo strumento usato, la versione e lo scopo. Di seguito si riportano tre esempi standard approvati dall’AteneoUniversità degli Studi di Napoli L'Orientale
- A cosa è servito
Correggere la lingua, cercare fonti, riorganizzare un capitolo e generare testo sono usi diversi, e vanno distinti. È l'elemento che ricorre in tutti e quattro i documenti.
specificando lo strumento utilizzato, il perimetro di applicazione, e le modalità d'impiegoUniversità degli Studi di Pavia
- Dove, dentro la tesi
Alcuni atenei chiedono i capitoli o i paragrafi interessati, non una dichiarazione generica in fondo.
Prompts di Input: Esempio “Ho fornito prompt specifici relativi alle sezioni o ai temi per i quali necessitavo assistenza. Questi prompt hanno guidato l’AI nella generazione di contenuti pertinenti, come riportato nelle sezioni di materiali e metodi della presente tesi” (citare le sezioni/capitoli/sottocapitoli)Università di Pisa
- Cosa hai verificato
Le fonti che il sistema ha suggerito vanno controllate a mano. Brescia chiede di dichiarare proprio le verifiche fatte.
Nei lavori accademici, specificare, nella sezione metodologica: strumento usato, versione (se nota), scopo, verifiche effettuate e grado di rielaborazione umanaUniversità degli Studi di Brescia
- Quanto hai rielaborato
È l'elemento più scomodo e il più richiesto in sostanza: quanto del testo finale è tuo.
Nei lavori accademici, specificare, nella sezione metodologica: strumento usato, versione (se nota), scopo, verifiche effettuate e grado di rielaborazione umanaUniversità degli Studi di Brescia
Un esempio, da riscrivere con le tue parole
Per la revisione linguistica di questo elaborato ho utilizzato [nome dello strumento, versione]. L'ho impiegato nei capitoli [numeri] per correggere ortografia e sintassi e per riformulare periodi già scritti da me. Non l'ho utilizzato per generare argomentazioni, analisi o conclusioni. Le fonti citate sono state verificate una per una sui testi originali. La responsabilità del contenuto è interamente mia.
Se un software dice che l'hai usata e non è vero
Può dare origine a una contestazione sull'autenticità dell'elaborato e, nei casi previsti dalle regole applicabili, incidere sull'esito della prova. È anche l'unico punto su cui gli atenei che ne parlano dicono, in sostanza, la stessa cosa: quei software sbagliano.
- 6 atenei scrivono che un rilevatore non può essere l'unica prova, per l'alto tasso di falsi positivi
- 1 ateneo scrive che chi lo usa deve verificarne l'esito a mano
- 4 atenei scrivono che l'ateneo mette un rilevatore a disposizione dei docenti
- gli altri 39 non affrontano il punto: né dicono che si possono usare, né che non bastano
Nessuno dei 49 atenei censiti stabilisce però una procedura formale con cui tu possa contestare un esito sbagliato di un rilevatore. Due, la IULM e Camerino, dicono al docente cosa fare al posto della sanzione — «MAI accusare basandosi unicamente sul tool di rilevamento», e in caso di sospetto un colloquio; Camerino elenca anche le prove che puoi portare. Ca' Foscari è l'unica che ricorda un diritto che hai già per legge: se una decisione è stata presa da un software — «una graduatoria, un'ammissione, una esclusione» — l'articolo 22 del GDPR ti dà diritto a contestarla e a chiederne la rivalutazione a una persona. Se ti succede, quello che puoi portare sono le prove del tuo lavoro: la cronologia delle revisioni del file, gli appunti, le bozze, i prestiti in biblioteca, le date. E la citazione del documento del tuo ateneo — se dice che un rilevatore non basta da solo, quella frase è dalla tua parte, e la trovi sulla sua scheda.
Se hai una disabilità o un DSA
Tre atenei fanno salve esplicitamente le misure compensative e gli strumenti autorizzati, o trattano l'IA come tecnologia assistiva. Negli altri il punto non è affrontato, e questo non significa che le tue misure decadano: significa che il documento non ne parla, e che conviene chiederlo per iscritto al servizio disabilità del tuo ateneo prima della consegna.