Nota
Diversi siti sostengono che la Conferenza dei Rettori abbia pubblicato linee guida sull'uso dell'IA nelle tesi. Abbiamo cercato il documento e non l'abbiamo individuato.
Cercando in italiano «posso usare l'intelligenza artificiale per la tesi», più di un sito afferma che le linee guida CRUI — la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane — stabiliscono l'obbligo di dichiarare l'uso dell'IA negli elaborati. Nessuno di quei siti collega il documento. Abbiamo provato a trovarlo.
Sul sito della CRUI abbiamo individuato un rapporto di 92 pagine intitolato «Utilizzare l'intelligenza artificiale a supporto del lavoro», che tratta l'impiego dell'IA nel lavoro pubblico e raccoglie audizioni parlamentari: non è un documento di indirizzo per gli atenei sull'uso dell'IA nella didattica. Il Gruppo ICT della CRUI produce invece un «Quadro Sinottico di Compliance NIS2/GDPR/AI Act» per valutare l'adottabilità dei servizi di IA, e negozia i contratti quadro con i fornitori. Non abbiamo individuato alcun documento CRUI di linee guida sull'uso dell'IA nelle tesi o negli esami.
Il controllo più utile lo offrono i documenti che abbiamo censito. Cinque atenei nominano la CRUI: Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Napoli Federico II e Università della Valle d'Aosta. Quattro la citano per i contratti quadro, gli accordi di fornitura e il quadro di conformità — cioè per quello che il gruppo ICT della CRUI fa davvero.
Il quinto è il caso che conta. La IULM elenca fra i propri riferimenti normativi le «Linee Guida CRUI […] sull'IA nell'Università (2024)», e le descrive come un documento che «fornisce indirizzi operativi per l'adozione responsabile dell'intelligenza artificiale negli atenei italiani, con riferimento a didattica, ricerca e governance». È l'unico documento di ateneo che abbiamo letto a citarle come fonte di indirizzo, ed è la ragione per cui questa pagina esiste: un ateneo fonda le proprie regole su un testo che non siamo riusciti a trovare.
«L'Ateneo, nell'ambito del coordinamento nazionale CRUI, aderisce ai contratti quadro e agli accordi stipulati dal gruppo ICT-CRUI relativi alla fornitura e all'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale generativa e assistiva»
Non stiamo affermando che quel documento non esista. Stiamo dicendo che non siamo riusciti a individuarlo e che la CRUI non lo espone tra i propri documenti pubblici. Un ateneo lo richiama per titolo e anno, il che rende più probabile che qualcosa esista — ma quel richiamo non contiene un indirizzo, e un documento che non si può leggere non può essere una regola per nessuno. Se esiste, ci basta il link.
Lo segnaliamo perché la differenza è concreta per uno studente: le regole che lo riguardano sono quelle del suo ateneo e del suo docente, e variano molto. Rinviare a linee guida nazionali non verificabili sposta l'attenzione dal documento che conta davvero.
Regole ufficiali sull'intelligenza artificiale, ateneo per ateneo, con la fonte sempre accanto.